Corso per la gestione dell'anziano a domicilio

Quando un individuo può ragionevolmente essere definito anziano?

E' difficile far accettare una tale definizione a ciascuno di noi perchè la parola stessa è, intuitivamente, associata al concetto di perdita dell'autosufficienza, fine della capacità produttiva e della utilità sociale, condizione che predispone alla fine della vita.

Allora, forse è meglio definire il corso come un'esperienza capace di far acquisire le competenze necessarie per aiutare un familiare o un "datore di lavoro" che, per una patologia organica di differente tipo e gravità, non è più in grado di gestire la propria vita in completa autonomia. Tale definizione prescinde, quindi, dall'età del paziente e dal tipo di malattia che può essere fisica, psichica o psico-fisica.

Petanto, il corso è dedicato a tutti colore che, per necessità lavorativa (badanti) o per dovere etico (familiari) si trovano a dover affiancare quotidianamente una persona con ridotta autosufficienza.

Potrà trattarsi di un soggetto con deficit cognitivi (demenza) legati, ad esempio, a postumi di patologia vascolare cerebrale (ictus, plurime lesioni microischemiche) o a processi degenerativi della cellula neuronale (Alzhaimer); in altri casi potrà essere in gioco un grave deficit della motricità per una patologia cronica dell'apparato locomotore (grave artrosi diffusa, artrite reumatoide, postumi di lesioni fratturative) o per malattie neurologiche disabilitanti (Morbo di Parkinson, sclerosi multipla, ecc.). Talvolta le due disabilità potrebbero essere associate.

Le competenze di cui necessita chiunque debba confrontarsi con tali situazioni sono numerose e variabili da caso a caso e, per il singolo malato, possono essere variabili nel tempo:

  • nel caso in cui si tratti prevalentemente di una disabilità psichica (vari gradi di demenza ma con vigilanza) l'assistente dovrà essere in grado di affiancare il malato instaurando un idoneo rapporto interpersonale, cercando di comprendere le abitudini dell'assistito ed, entro certi limiti, accettarle, condividerle e assecondarle. Sarà, altresì, necessario saper stimolare il malato per ridurre la velocità di progressione della patologia coinvolgendolo in attività adeguate alle sue capacità residue (terapia occupazionale).
  • laddove prevalga una disabilità fisica l'assistente dovrà acquisire le tecniche che consentano di mobilizzare il malato in sicurezza, sia per il malato stesso che per la propria incolumità personale.
  • entrambe queste capacità dell'assistente saranno necessarie quando le due menomazioni sono presenti contemporaneamente nell'individuo assistito. Tale condizione, particolarmente complessa, potrà essere tale già all'inizio della disabilità o potrà insorgere nel tempo, con differente gradualità, come complicanza della patologia originaria.

 

 

Sempre, un assistente valido, dovrà essere in grado di saper valutare le condizioni psico-fisiche che richiedano un intervento più o meno urgente del personale qualificato come il medico e/o l'infermiere. Dovrà essere competente, supportato dal medico e/o dall'infermiere di riferimento, nella gestione di situazioni routinarie come la misurazione della pressione arteriosa con differenti sfigmomanometri, il dosaggio della glicemia mediante stck (HGT), la gestione materiale dell'ossigeno terapia utilizzando anche il saturimetro; dovrà esser capace di supportare l'infermiere nella gestione pratica più semplice della terapia infusionale (riconoscimento della terapia e cambio bottiglia) e saper intervenire nella prevenzione e nella gestione delle ulcere da decubito anche mediante semplici medicazioni superficiali.

Dovrà acquisire le principali norme igieniche necessarie a preservare la sua integrità fisica e a garantire le massime condizioni igeniche e di sicurezza per l'assistito, sia relativamente alle tecniche di intervento sul malato che nella gestione dell'ambiente che lo ospita. Infine, e di non poca rilevanza, dovrà conoscere le principali nozioni relative alla nutrizione, sia per quanto riguarda le tecniche di apporto dei nutrienti (alimentazione enterale e parenterale), sia in relazione alle nozioni generali che l'orientino nella scelta degli alimenti e nelle modalità di somministrazione degli stessi.

Il presente corso teorico-pratico, già sperimentato in passato, si pone l'obiettivo di far acquisire, ai partecipanti, le competenze sopra elencate attraverso ripetuti incontri fatti con personale qualificato (medici, infermieri, fisioterapiasti, nutrizionisti, psicologi, ecc.). Verranno apportate nozioni di anatomia e fisiopatologia umana essenziali per comprendere le possibili problematiche che potrebbero insorgere nella gestione dell'assistito.


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