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“Iniziali segni di enfisema polmonare”: c’è da preoccuparsi?

Molta enfasi viene data di solito dal paziente alla diagnosi, posta dal medico clinico o dal radiologo, di “iniziali segni di enfisema polmonare”. Ma quanto in realtà questa condizione è significativa?

La diagnosi di Enfisema Polmonare, spesso posta sulla base di dati clinici o sul referto di un Rx torace, può assumere differente significatività a seconda che si tratti di una forma lieve-moderata piuttosto che di una forma severa. È da considerare anche una variante, pressoché normale, di “enfisema senile” legata esclusivamente all’età anagrafica.

Diamo un veloce sguardo su come è fatto il polmone e su quale sia la sua principale funzione per meglio comprendere questa patologia.

Il polmone è un organo pari e quasi simmetrico deputato allo scambio dei gas tra ambiente esterno e sangue. In particolare permette un contatto ravvicinato tra l’aria presente nell’ambiente ed il circolo sanguigno.

Con l’atto respiratorio si realizza il progressivo incanalamento dell’aria ambiente attraverso bronchi di calibro sempre più sottile fino a raggiungere le unità funzionali del polmone rappresentate dagli alveoli. Questi ultimi, una specie di piccoli sacchetti a pareti molto sottili, rappresentano l’ultima ramificazione dell’albero bronchiale. All’interno della sottilissima parete degli alveoli decorrono minuscoli vasi capillari attraverso i quali scorre il sangue proveniente dal cuore destro.

Pertanto, all’interno degli alveoli si realizza il contatto tra l’aria ricca di ossigeno (O2) proveniente dall’esterno ed il sangue ricco di anidride carbonica (CO2) proveniente dal cuore.

Da notare come la differente concentrazione dei due gas nell’alveolo e nel sangue, la differente capacità del loro legame all’emoglobina, nonché la parete alveolare estremamente sottile, facilitino la diffusione inversa dei due gas.

Attraverso queste strutture ed in virtù di tali meccanismi, si realizza la respirazione cioè l’eliminazione dell’anidride carbonica che, presente nel sangue venoso, viene scambiata con l’ossigeno presente nell’alveolo. L’ossigeno, proveniente dall’esterno, viene catturato dall’emoglobina (Hb) contenuta nei globuli rossi e poi, trasportato dal circolo, viene rilasciato nei tessutali periferici per nutrire le cellule.

Nei tessuti periferici poi, si realizzerà lo scambio inverso attraverso situazioni e metodi del tutto analoghi ma opposti. La finalità di tutto questo meccanismo è quella di rendere disponibile l’Ossigeno a tutte le cellule dell’organismo, elemento indispensabile per la produzione di energia, a sua volta necessaria alle funzioni vitali. Eliminare l’anidride carbonica, gas di scarico della combustione, è un secondo obiettivo di rilievo della funzione respiratoria.

I soggetti fumatori o asmatici, in virtù dell’ostruzione dell’albero respiratorio derivante rispettivamente dalla bronchite cronica (BPCO) e dallo spasmo bronchiale di natura allergica, presentano inizialmente soltanto dilatazione degli alveoli con minima rottura dei setti distesi dall’aumento della pressione nel loro interno. Gli esami strumentali e l’esame obiettivo (visita medica) potranno, in tal caso, evidenziare piccole alterazioni capaci, però, già di consentire una diagnosi.

Quando l’ostruzione bronchiale sarà più significativa, la distensione alveolare sarà massiva e la rottura dei setti interesserà la quasi totalità delle pareti alveolari fino a dare origine a voluminose bolle enfisematiche. Questo è il grave enfisema polmonare sicuramente da temere.

 In questi casi l'esame obiettivo e l’Rx torace mostreranno elementi diagnostici decisamente più evidenti ed il quadro clinico si avvierà verso l’insufficienza respiratoria. Anche quest’ultima, naturalmente, potrà presentare una differente gravità e potrà avere carattere di progressività fino a rendere necessaria l’ossigeno terapia a permanenza.

Gli accertamenti clinici più richiesti nella diagnosi e nel monitoraggio dell’enfisema polmonare sono:

  • l’Rx del Torace in 2 proiezioni
  • le Prove di Funzionalità Respiratoria (PFR o spirometria)
  • l’EmoGasAnalisi (EGA), un esame leggermente più invasivo dei precedenti che viene richiesto nella valutazione e nella gestione del soggetto con grave enfisema polmonare.

In conclusione, sentirsi porre diagnosi di enfisema polmonare, quando siamo sostanzialmente bene in salute, non deve porre particolare allarme se non dare consapevolezza del fatto che è indispensabile seguire le indicazioni del medico per ridurre i rischi di una progressione della malattia verso l’insufficienza respiratoria.

In tal senso è particolarmente importante l’abolizione del fumo di sigaretta.

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