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Disturbi urinari: quali sono e da cosa dipendono.

Controllo disturbi urinari Grazie ai comuni mezzi di informazione è ormai noto come tutti gli uomini dai 45/50 anni vadano incontro ad un ingrandimento più o meno importante della prostata al quale può accompagnarsi una iniziale difficoltà ad urinare. 

Questo accade perché la prostata, una ghiandola che fa parte dell'apparato riproduttivo maschile, che si trova sotto la vescica e davanti alla parete anteriore del retto, crescendo di volume interferisce con la normale fuoriuscita dell’urina dalla vescica (fenomeno ostruttivo).

Dal punto di vista “soggettivo”,  i disturbi urinari possono essere vissuti come un problema da parte del paziente, oppure possono essere misconosciuti; nel primo caso solitamente il paziente si rivolge ad uno specialista urologo il quale, attraverso la visita medica ed acuni esami strumentali (ecografia e flussometria), riesce a mettere in evidenza una forma più o meno iniziale di ipertrofia prostatica.

Nel secondo caso il paziente, pur non accusando sintomi, viene spinto per controllo dallo specialista che, con le stesse modalità diagnostiche, mette in evidenza una situazione di compenso su una condizione oggettiva patologica di disturbo urinario: è frequente, infatti, visitare in ambulatorio pazienti che alle prime domande anamnestiche non lamentano particolari disturbi urinari ma che poi, alla fine colloquio, scoprono di essere affetti da disturbi minzionali, più o meno importanti, dovuti ad ipertrofia prostatica.

In alcune circostanze questi disturbi fanno parte di un processo fisiopatologico che già in età giovanile comincia a mettersi in luce;  purtroppo questi pazienti, considerando il consulto urologico tipico della “terza età”, preferiscono essere trattati in modo empirico con farmaci non sempre appropriati o adeguati. 

In realtà già intorno ai 30/35 anni si può iniziare ad avere qualche disturbo urinario più o meno severo che può essere ricondotto a verosimile patologia infiammatoria-ostruttiva della giunzione vescico-prostatica magari associata ad anomalie morfologiche della porzione cervico-uretrale della vescica.

Queste condizioni, se sottovalutate, possono portare a quadri clinici importanti di ostruzione al deflusso di urine e far incorrere il paziente in problematiche generali anche piuttosto gravi.

Esiste un modo per intervenire in tempo sulla buona salute urinaria e urologica: fare prevenzione.

flussimetria urinaria - uroflussimetro

Questo vuol dire innanzitutto:

  • eseguire dopo i 45 anni di età il dosaggio del PSA + PSAF e consultare lo specialista urologo per la sua interpretazione.

  • Considerare la possibilità di essere visitati se in prossimità dei 50 anni o se da qualche tempo ci si è accorti di non urinare più con facilità.

  1.    di avere qualche volta un po' di urgenza (dover improvvisamente correre in bagno);

  2.    di non riuscire più a dormire serenamente senza alzarsi la notte per andare ad urinare;

  3.    se il flusso di urine esita a partire o si è ridotto di quantità;

  4.   se le prime o le ultime gocce di urina sono accompagnate da intenso bruciore.

Pertanto, se accusaste uno o più di questi sintomi, se aveste eseguito il dosaggio del PSA o se aveste altri disturbi minzionali rispetto a quelli in esempio, sarebbe opportuno eseguire una visita urologica corredata di 2 semplici esami strumentali di facile e rapida esecuzione:

  • Una ecografia renale e vescicale (per avere un'idea morfologica dell’apparato urinario)

  • La flussometria urinaria (per avere un’idea oggettiva di come si urina)

prevenzione urologica ecografia renale e vescicaleSe con l’ecotomografia possiamo mettere in evidenza la morfologia (la forma) e la qualità degli organi urinari (reni, vescica e prostata), con eventuali alterazioni morfologiche o segni più o meno indiretti di danno d’organo, con la flussometria urinaria (un semplice esame che si esegue urinando dentro un apposito contenitore dopo aver bevuto circa 500cc di acqua e aspettando un normale stimolo ad urinare) possiamo svelare difetti “oggettivi” nello svuotamento della vescica e quindi mettere in evidenza disturbi urinari che in altre condizioni verrebbero sottovalutati.

In conclusione, la prevenzione dei disturbi urinari e delle patologie urologiche passa attraverso il fare attenzione a piccoli difetti della propria quotidianità; semplici esami strumentali, non invasivi, di facile esecuzione e poco costosi, possono orientale lo specialista urologo nella diagnosi precoce e nella progressione di eventuali patologie che in altre circostanze potrebbero essere sottovalutate.



Dr. Alessandro Gentilucci

Medico-Chirurgo
Specialista in Urologia
Titolare del Dottorato di Ricerca sulle patologie prostatiche.
Policlinico Umberto I – Università “Sapienza” – Roma

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