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La TASI - tributo sui servizi indivisibili

tasi - tributo sui servizi indivisibiliCon l’arrivo dell’autunno iniziano, per i contribuenti italiani, le scadenze relative alle imposte sugli immobili. Come noto dal primo gennaio 2014, con l’entrata in vigore della legge di stabilità (L.  del 27 dicembre 2013 n. 147), è stata istituita la IUC: Imposta Unica Comunale.

L'imposta unica comunale è un tributo locale basato su due presupposti impositivi:

  • Il possesso di immobili in base alla loro natura ed al loro valore (IMU);
  • L’erogazione e la fruizione di servizi comunali (Tari – Tasi).

Della ben nota IMU – imposta municipale unica (già in vigore dal primo gennaio del 2012) la cui scadenza del saldo è prevista per il 16 dicembre, tratteremo in seguito per coglierne le peculiarità e le caratteristiche rilevanti per l’anno in corso.

Un approfondimento accurato invece si rende doveroso in merito alla Tasi ed alla Tari. Se non altro perché le due imposte rappresentano una novità del 2014 nel panorama fiscale italiano.

In questo articolo cercheremo di rispondere alle domande più frequenti dei contribuenti in merito alla TASI, con un particolare focus sulla delibera del comune di Roma.

Perché si paga?

TASI è l’acronimo di tributo (tariffa) sui servizi indivisibili: ed è proprio per reperire le risorse finanziarie necessarie alla copertura delle spese riferite a tali servizi che è dovuto il tributo. Sono servizi indivisibili quelli che la municipalità mette a disposizione della comunità a prescindere della richiesta individuale del servizio stesso. In questo senso sono tali l’illuminazione pubblica, la manutenzione stradale, la sicurezza, etc..

Chi paga?

Il presupposto impositivo della TASI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati. A differenza dell’IMU, la TASI sarà dovuta anche sull’abitazione principale oltre che sulle aree scoperte e su quelle edificabili. Il contribuente quindi verserà esclusivamente la TASI sull’abitazione principale (se immobili di categoria catastale diversa da A/1, A/8 ed A/9; in caso contrario sarà obbligato a versare anche l’IMU). Sulle seconde case e sugli altri immobili si pagherà sia la TASI che l’IMU.

La TASI verrà corrisposta sia da chi è titolare di un diritto reale sull’immobile sia da chi gode a vario titolo della disponibilità dello stesso immobile. In tal senso è previsto che l’inquilino, se persona diversa dal proprietario, corrisponda una somma che si aggira dal 10 al 30 percento dell’imposta. Spetterà al comune, su cui insiste l’unità immobiliare, determinare con precisione la percentuale esatta.

Quando si paga?

Le scadenze della TASI a regime sono le medesime previste per l’IMU e cioè due tranche: l’acconto entro il 16 giugno ed il saldo entro il 16 dicembre. In realtà per il 2014, tali scadenze sono previste esclusivamente per quei comuni che hanno approvato entro il 23 maggio le delibere relative alla determinazione delle aliquote e delle detrazioni (circa 2.000 comuni in tutta Italia). Per gli altri comuni (la maggior parte) è stato previsto che se le delibere fossero state approvate entro il 10 settembre l’acconto si sarebbe dovuto versare entro il 16 ottobre.

Per quanto riguarda il comune di Roma le scadenze della TASI sono:

  • Acconto entro il 16 ottobre;
  • Saldo entro il 16 dicembre.

Quanto si paga?

calcolo tasi quanto si pagaLa base imponibile della TASI è la stessa dell’IMU, quindi la rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per i diversi coefficienti in dipendenza della categoria catastale dell’immobile.

A regime l’aliquota TASI dovrebbe essere pari all’uno per mille, quota che il comune può azzerare ovvero aumentare raggiungendo un aliquota massima che comunque, sommata all’IMU, non può eccedere il 10,6 per mille. E’ fatta salva la possibilità prevista per i comuni di determinare delle detrazioni sull’imposta.

Per il 2014 l’aliquota, in proroga a quanto stabilito, è fissata al 2,5 per mille.
I Comuni hanno tuttavia facoltà, di aumentarla fino allo 0,8 per mille, determinando quindi le seguenti aliquote massime: prima casa: 3,3 per mille -  Altri fabbricati: 11,4 per mille.

Il Comune di Roma ha deliberato le seguenti aliquote:

1) Aliquota del 2,5 per mille per:
  • Abitazione principale e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9:
  • Unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
  • I fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
  • La casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • L’unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
  • L’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;
  • L’unità immobiliare e relative pertinenze concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale, a condizione che il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000,00 Euro annui.
2) Aliquota pari all’1 per mille per le abitazioni principali e relative pertinenze classificate nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9, e per i fabbricati rurali ad uso strumentale.

3) Aliquota pari allo 0,8 per mille per tutti gli altri immobili.

Il Comune ha altresì stabilito che l’occupante, soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, deve corrispondere il valore del 20% quale quota del tributo. La restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare.

Cosa succede se si paga oltre la scadenza?

scadenza tasi cosa succedeSe il contribuente “dimentica” di versare quanto dovuto all’ente comunale entro la scadenza può rimediare pagando una piccola sanzione. In questo caso corre in soccorso dello sbadato contribuente il ravvedimento operoso.

Ecco come funziona:

  • se il pagamento in ritardo del tributo avviene entro 14 giorni dalla scadenza, la sanzione sarà dello 0,2% per ogni giorno di ritardo;
  • se il pagamento in ritardo avviene nell'arco di tempo compreso tra il quindicesimo e il trentesimo giorno, la sanzione sarà del 3% da calcolarsi sull'intero imponibile;
  • se il pagamento in ritardo avviene oltre il trentesimo giorno, la sanzione sarà del 3,75% sull'intero imponibile;

Che documenti servono per il versamento della Tasi e a chi mi devo rivolgere?

Per il versamento dell’imposta e consigliabile rivolgersi ad un intermediario abilitato (Dott. Commercialista) ovvero ad un Caf, i quali sapranno consigliare al meglio il contribuente evitando di incorrere in errori.

I documenti richiesti sono:

  • Visura catastale dell’Immobile;
  • Codice Fiscale del titolare del diritto reale sullo stesso (ovvero C.F. dell’inquilino nel caso sia obbligato anche esso).

Chiunque sia interessato a voler effettuare il calcolo può contattarci all’indirizzo consulenzafiscale@sistemahelios.it ovvero al numero 339 3247136.

Per i soci Sistema Helios il calcolo dell’acconto e del saldo TASI 2014 (e la stampa delle relative deleghe di pagamento F24) è effettuato gratuitamente nei casi previsti.


Per Gimico Consulting
Dott. Giacomo M. R. Muscolino


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