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2013 anno di cambiamenti! Attenti italiani, non tutti sanno che...

consigli per i risparmiatori italianiVuoi per pigrizia, vuoi per mentalità ancorata a schemi preistorici, vuoi perché alcune informazioni non possono e non devono essere divulgate dai media nazionali, il risparmiatore italiano deve ancora rendersi conto che l’economia del bel paese rappresenta una piccolissima parte di quella mondiale. L’economia globale viaggia ad una velocità mediamente tripla rispetto alla nostra ed a quella di poche altre aree geografiche che, come l’Italia, oggi si trovano in una condizione di sofferenza.

L’Italia è un paese ricco, anzi ricchissimo se lo paragoniamo a molti altri paesi (Germania compresa), non certo però per meriti dei nostri politici, bensì perché i soldi degli italiani sono, per la stragrande maggioranza, collocati su conti correnti e depositi. Non essendo i risparmi allocati su strumenti che prima di tutto diversificano e poi sfruttano l’economia globale, sono da sempre affidati alle sorti di una sola banca italiana, di un solo Stato, di una sola valuta, di una sola economia.

Fino al 2012 potevamo considerare quella degli italiani una scelta come le altre, certamente opinabile, ma comunque una scelta, dettata dalla irrazionale paura di guardare aldilà del nostro orticello e dal fatto che comunque sia, in un periodo in cui la vita è sempre più costosa e la pressione fiscale è sempre più soffocante, avere delle riserve liquide può far comodo.

Le cose stanno cambiando e ne abbiamo avuto i segnali proprio nel primo semestre del 2013.

Attenti risparmiatori italiani... quello che fino ad ora è stato considerato certo, sicuro e garantito non lo è più, causa nuove leggi e regolamenti penalizzanti per il risparmiatore italiano:

Proviamo a riepilogare quello che è successo:

Gennaio 2013

ai titoli di Stato italiani vengono applicate le Clausole di Azione Collettiva.

Ecco come in un colpo solo cambia lo scenario ormai in vigore da decenni: i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) sono obbligazioni emesse dallo Stato Italiano; chi li sottoscrive quindi non fa altro che prestare i propri soldi al paese che si impegna a restituirne il 100% a scadenza ed a riconoscere un rendimento periodico durante la vita del titolo; purtroppo però i BTP non sono più lo strumento che abbiamo conosciuto. Con l’applicazione delle Clausole di Azioni Collettive, nelle condizioni di sottoscrizione del nuovo titolo di Stato è prevista la facoltà per lo Stato italiano di:

  1. Non rimborsare il titolo alla scadenza, modificando la durata;
  2. Non rimborsare il titolo alla scadenza restituendo il capitale, ma sostituendolo con altro titolo;
  3. Modificare, durante la durata del titolo, il tasso concordato in emissione.

Marzo/Giugno 2013

Le banche italiane mostrano serie difficoltà a mantenere bilanci solidi e positivi, anche per la altissima percentuale di crediti in sofferenza, mutui, prestiti e fidi che hanno erogato e che oggi sono incagliati e probabilmente rimarranno insoluti.

Questo passaggio acquisisce rilevanza, intanto perché limita l’operatività bancaria (riduce l’erogazione e quindi rallenta la ripresa economica), ma anche alla luce di quanto è accaduto pochi mesi fa a CIPRO, mi riferisco al blocco ed al prelievo forzoso di denaro dai conti correnti.

Giugno/Luglio 2013

L’ECOFIN ha deciso che quello che è accaduto a CIPRO sarà norma anche in Europa.

L’ECOFIN (l’assemblea dei Ministri delle Finanze degli Stati dell’Unione Europea) ha stabilito che la crisi di una banca coinvolge in primis gli azionisti, poi gli obbligazionisti del medesimo istituto, ma anche i depositanti (conti correnti, depositi, ect.) che detengono più di 100.000,00 €. Solo dopo l’intervento dei depositanti, qualora non bastasse, interverrà lo Stato di appartenenza ed in ultimo l’Europa. Anche questa è una decisione epocale che cambia gli ultimi 40 anni di rapporto tra banche e stato. Lo Stato Italiano non ha più le disponibilità per salvare le banche in crisi (recente il caso dei 4 miliardi di euro di soldi pubblici finiti nelle casse del Monte dei Paschi per evitare la tragedia) , non interverrà più, come in passato in prima istanza, ma sarà chi ha affidato i propri risparmi all’istituto in difficoltà a salvarne le sorti.

Tutto ciò è accaduto nel nostro paese, ma in pochi ne sono al corrente; L’Italia oggi è in sofferenza, ma il resto del mondo continua a crescere.

Ma se lo Stato Italiano non poteva fallire, perché prevedere le Clausole di Azione Collettiva?

Ma se le banche non potevano fallire, perché L’ECOFIN regolamenta cosa accadrà in caso di crisi di una banca?

Forse non accadrà, ma adesso è normativamente possibile.

Il solo consiglio da dare è quello di aumentare la sicurezza per ciò che riguarda l’allocazione dei propri risparmi seguendo qualche punto importante:

  1. Il mondo è cambiato, cambiare quindi i propri comportamenti.
  2. Affidare i propri risparmi ad una banca sicura, solida e con i bilanci in attivo.
  3. Valutare se mantenere tutti i risparmi su conti correnti e depositi (mancanza di diversificazione).
  4. Le singole azioni e le singole obbligazioni possono rivelarsi RISCHIOSISSIME: occorre affidarsi almeno ad una persona di fiducia e, per il suo tramite, ad operatori esperti.
Diversificare il più possibile su diverse economie, valute, aree geografiche, settori, titoli, ecc.

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